Il Principe Mago e la Linea Sacra di San Michele Arcangelo

 Il Principe Mago e la Linea Sacra di San Michele Arcangelo 


Tra realtà e fantasia, tra sacro e profano, tra luce e oscurità, questo romanzo racconta la vita del Principe Raniero Alliata, noto come "Il principe mago", arricchita dalla linea Sacra di San Michele Arcangelo, ossia il famigerato colpo di spada che l'Arcangelo inflisse al diavolo per mandarlo negli inferi.
(Blog ufficiale ---> Rosalia Rossella Matanza)
Biografia

Vive a
Pietraperzia , un borgo medievale, ricco di: storia, cultura e tradizioni. Ha coltivato la passione per la scrittura sin dalla tenera età, prodigandosi già all'età di 9 anni circa nella creazione di mini fumetti. Negli anni a seguire ha continuato questa sua passione scrivendo dei mini racconti e poesie. Nel 2006 ha partecipato al progetto "Studenti e Insegnanti a confronto" di Barrafranca, un'indagine sulla scuola a Enna e Caltanissetta, promosso dall'Ufficio Regionale ISTAT di Palermo. Nel 2008 ha conseguito il diploma al liceo psicopedagogico "Giovanni Falcone", e attualmente è un membro dell'associazione "Amici della Biblioteca" di Pietraperzia, organizzazione che mira a promuovere la cultura e la lettura. Come a ogni altro artista, Matanza riesce a trarre ispirazione da tutto ciò che la circondata, ma durante un'intervista sul suo canale YouTube ha confessato che, spesso inserisce alcuni dei sogni che l'autrice fa, come: la Dama Velata, i Metalupo-Melàs, il Cavatore del Terzo Occhio, e i membri della Fratellanza Bianca. Inoltre l'autrice è nota per le sue poesie e opere letterarie, poiché si distinguono per profondità emotiva e la capacità di evocare immagini vivide. Tra i temi che l'autrice affronta spiccano in risalto l'amore, la natura, la spiritualità, e la ricerca interiore. e Il linguaggio che ella usa è ricco e simbolico, dunque invita il lettore a riflettere, e soprattutto immergersi nelle emozioni e nei pensieri espressi nei suoi versi. E per concludere, ella ha anche partecipato a diversi concorsi letterari. Tra i più noti vi sono il 3 Concorso internazionale di poesia inedita, il concorso Dantebus, e l'iniziativa della pace della Aletti Editori.

Introduzione:


Se qualcuno mi avesse detto che, in un comune piovoso e freddo giorno di metà gennaio, la mia vita sarebbe cambiata drastica-mente, non ci avrei mai creduto. Dopotutto, per una persona difficile da inquadrare come me, diffidente per natura, e diligente su ogni scorrettezza, andare contro ogni prova concreta, per in-seguire astratte piste, non è una cosa usuale.
Mi chiamo Luca Conti, vivo a Palermo, ho 40 anni, e faccio il giornalista professionista per una nota rivista siciliana, che tratta argomenti di vario genere, come: attualità, economia, cultura, spettacolo, sport, religione, e poi, quello di cui mi occupo io, ossia cronaca.
Nel mio campo sono il migliore tant’è che, non vi è reato, omicidio, o violenza, che io non anticipi tutti quanti, scoprendo e poi rilasciando, dei veri e propri scoop.
Le mie pubblicazioni esclusive, sono come una garanzia nel mio lavoro, poiché non solo mi aprono molte porte, ma anche vietano al direttore responsabile, ossia Selen De Angelis, di licenziarmi.
Selen è una donna di 20 anni molto bella, che malgrado la sua giovane età, veste un ruolo importante per la società. Ella infatti, ha ereditato questo prestigioso lavoro, dal padre ormai in pensione. Selen si professa follemente innamorata di me, ma io so per certo che, sono nient’altro che uno dei suoi tanti capricci da voler raggiungere a ogni costo, per poi successivamente buttarmi via come un oggetto disuso, ovviamente tipico atteggiamento da una viziata figlia di papà.
Non potendo avermi ella mi dice sempre che uno di questi giorni si libererà di me, ma poi non lo fa visto che, il famigerato scoop giornalistico è nato assieme a me.
Tutto ebbe inizio quando incontrai casualmente due ragazzi, che, oltre a essere identici fisicamente, avevano anche lo stesso nome e cognome, e dunque “Marco Liotti”.
Successivamente iniziarono a susseguirsi anche altri casi di ano-malia, come la presenza di fenomeni legati al paranormale, e la scomparsa di alcune persone, tra cui il Cardinale di Palermo.
Il direttore responsabile della nota rivista a cui lavoro, affidò proprio a me questo articolo, e io, per scorgere informazioni esclusive, assieme all’ispettore capo della polizia Gabriele Bianchi, metterò a nudo una sconvolgente realtà, che mi riguarderà in prima persona.
Tra realtà e fantasia, tra sacro e profano, tra luce e oscurità, questo romanzo di genere giallo, thriller, con forti accenni religiosi, racconta la vita del Principe Raniero Alliata, arricchita dalla Linea Sacra di San Michele Arcangelo, ossia il famigerato colpo di spada che l’Arcangelo inflisse al diavolo per mandarlo negli inferi.
I protagonisti principali sono due: “L’arcangelo Michele” e “il Principe Raniero Alliata”, noto come “il Principe Mago”.
Dunque, tale romanzo non poteva che essere ambientato a Palermo, capoluogo della Sicilia, che sorge all’interno di una pianura: La Conca D’Oro, e che conta circa 628894 abitanti.
La città di Palermo sin dal XII e XIII secolo fu il centro propulsore dell’arte, e dell’architettura arabo-normanna, e i principali monumenti sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Inoltre fu il luogo di formazione del rinascimento Siciliano, del barocco Siciliano, ed è una delle capitali dell’Arte Nouveau.
Palermo fu anche capitale:
• dell’Emirato di Sicilia, ossia uno Stato insulare dell’Europa Meridionale, limitato all’isola della Sicilia, e al suo arcipelago;
• E del (neonato) Regno di Sicilia, ossia un antico Stato Italiano, situato nel Sud Italia, esistito fino al Regno delle due Sicilie.
E tutto ciò le donò i titoli come: “Prima Sedes, Corona Regis, et Regni Caput”.
Successivamente la città di Palermo durante il Regno delle due Sicilie” Monarchia che governò l’Italia meridionale tra cui la Sicilia”, fu capitale anche di questa nuova entità prima che lo diventasse Napoli.
Palermo veste anche alcune tra le più importanti tradizioni siciliane, come:
• L’Opera dei Pupi, ossia il teatro tradizionale delle marionette della Sicilia;
• Il Carretto Siciliano, ossia un mezzo a trazione equina adibito al trasporto merci;
• Ballarò, Vucciria, e Capo, ossia mercatini storici della città di Palermo.
• La festa di Santa Rosalia, o U fistino, festa dedicata alla Santa padrona di Palermo, che si svolge nel mese di luglio, con la processione dei carri trionfali della Santa per il Cassaro “strada più antica e più ampia di Palermo”;
• La fine della carestia, che si celebra proprio nel giorno di Santa Lucia, dunque il 13 dicembre. Eccetera Eccetera.
I sette monumenti che sono stati inseriti nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’Unesco sono:
1. Il Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina;
2. La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti;
3. La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio;
4. La Chiesa di San Cataldo;
5. La Cattedrale, “nota come Duomo, che è il principale luogo di culto a Palermo”;
6. La Zisa;
7. Il Ponte dell’Ammiraglio.
I quattro monumenti nazionali invece sono:
1. La casa natale di Francesco Ferrata “economista e politico italiano”;
2. La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio “nota come Martorana, sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci”;
3. La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti “chiesa cattolica”;
4. La Chiesa di Santa Maria Maddalena “edificio di culto cattolico situato nel centro storico di Palermo”.
Altre architetture civili sono:
• Il Qanat di Palermo: enorme opera d’ingegneria idraulica;
• il Palazzo della Cuba: padiglione di delizie, cioè luogo in cui il Re e la corte potevano trascorrere ore piacevoli al fresco;
• Il castello di Maredolce: edificio palermitano in stile Islamico;
• Parco della Favara: parco reale;
• Il castello dell’Uscibene: storico palazzo arabo-normanno;
• Il Ponte dell’Ammiraglio: ponte a 12 arcate di epoca gotica;
• Il palazzo Sclafani: edificio storico in prossimità del Palazzo dei Normanni;
• Il Palazzo Chiaramonte: sede palermitana dell’inquisizione siciliana, e dagli anni 50, sede dell’università degli studi di Palermo;
• Il Palazzo Conte Federico: palazzo seicentesco di Palermo;
• Palazzo Alliata di Pietratagliata: palazzo storico di Palermo;
• Palazzo Ajutamicristo: palazzo nobiliare;
• Palazzo Abatellis: che ospita la galleria regionale d’arte moderna e medievale;
• Palazzo Alliata di Villafranca;
• Il palazzo Scavuzzo;
• Il palazzo Castrone-Santa Ninfa;
• Il palazzo Branciforte
• La Porta Nuova: adiacente al Palazzo dei Normanni, che è stata per secoli il più importante accesso a Palermo via terra, e di cui ne parlerò nel libro;
• Il Palazzo Valguarnera-Ganci: noto per essere stato scelto dal registra Luchino Visconti, come set per le riprese del film “Il Gattopardo”;
• Piazza Pretoria: centro esatto della città storica di Palermo;
• La Chiesa dei Sette Angeli, chiesa di cui ne parlerò all’interno del libro;
E poi ancora tanti altri diversi teatri, piazze, palazzi, riserve naturali, chiese, ville, eccetera eccetera.
Inoltre all’interno del libro, vi è un episodio interamente ambientato a Pietraperzia, un paese di circa 7000 abitanti che fa provincia di Enna, e il cui nome deriva forse dal francese: “Pierre percèe”, che significa: “pietra forata”. Pietraperzia è un paese molto antico, tant’è che si ipotizza che essa coincide con: “l’Antica Petra, citata da Cicerone nelle Verrine”.
Tra le principali attrazioni storiche di Pietraperzia vi è:
1. il Castello Barresi, una maestosa fortezza che offre una vista mozzafiato;
2. Il Palazzo del Municipio, ex convento dei Domenicani, che dopo l’espropriazione da parte del governo, fu ristrutturato e ceduto in affitto al: “Circolo dei Galantuomini”, ossia un’associazione della borghesia locale;
3. Il Teatro Comunale Regina Margherita, tale teatro durante l’ultima guerra, a causa dei bombardamenti subì gravissimi danni, e così successivamente, venne riadatta-to a sala cinematografica;
4. Il Palazzo del Governatore, luogo in cui sedevano: il Capitano di Giustizia, il Governatore, e altri notabili, per curare gli interessi del Principe e del popolo;
5. Il Palazzo della Principessa Deliella, oggi sede della banca di credito San Michele Caltanissetta e Pietraperzia;
E poi diverse chiese come:
1. La Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, dove si può trovare un sarcofago in marmo, di forma ovale posto sul dorso di leoni, che racchiude le spoglie mortali di Dorotea Barresi e Santapau, ossia principessa di Pietraperzia, nobile italiana, Grande di Spagna, e governatrice della casa dell’infante Filippo III e sua educatrice;
2. La Chiesa della Cateva;
3. La Chiesa di San Domenico e del Rosario;
4. La Chiesa e convento del Carmine;
5. La Chiesa di Santa Maria di Gesù, oggi anche sede della confraternita “del Preziosissimo Sangue” e della suggestiva celebrazione denominata: “l’Ancuntru” che significa “L’incontro”, che si svolge a mezzogiorno nella domenica di Pasqua, al centro della “Piazza Vittorio Emanuele”. Essa consiste nel vedere Gesù Risolto e sua Madre, avanzare l’uno verso l’altro per poi indietreggiare, il tutto per tre volte;
6. La Chiesa di San Rocco;
7. Il Santuario della Madonna della Cava, il quale si racconta che un muto trapanese ebbe in sogno la Madonna, che gli indicò il punto esatto dove egli avrebbe dovuto scavare per trovare la sua effige. L’uomo eseguì quanto gli fu chiesto, e una volta che trovò la Sacra icona, cercò di portarla a Trapani, ma essa cadde dal carro più volte, lasciando intendere all’uomo che il suo desiderio fosse quello di rimanere in quel luogo. E così venne eretto un Santuario.
E poi prima di concludere l’introduzione, va anche detto che a Pietraperzia, vi è una funzione religiosa molto antica e suggestiva, che viene celebrata per il Venerdì Santo, ossia: “Lu Signuri di li Fasci”. Essa consiste in un palo alto più di 8 metri, con in cima il crocifisso, e poi attaccate tutt’intorno centinaia di fasce di lino lunghe 36 metri. E cosa molto importante è che…, l’intera processione viene accompagnata dalla: “Ladata”, ossia una canzone antica, molto simile a versi di dolore, tramandata di padre in figlio, eseguita da una voce solista accostata a quella di un coro.
E poi tantissime altre attrazioni.
Uscito da pochi giorni (luglio 2024) quest'ultimo romanzo prende ispirazione dalla figura affascinante e misteriosa del principe Raniero Alliata di Pietratagliata (scomparso nel 1979 all'età di 82 anni nel suo castello in via Serradifalco a Palermo, oggi trasformato dopo un lungo restauro in hotel di lusso), soprannominato appunto "il principe mago" per i suoi interessi nel campo dell'occulto e per le sue spiccate doti medianiche. Ma il principe Raniero ebbe molteplici interessi: fu pittore di sensibilità metafisica, scultore, glottologo, ma soprattutto fu un eccellente naturalista: realizzò la più grande collezione di insetti e farfalle che si conserva presso il museo di palazzo D'Aumale di Terrasini. Per questa sua attività e competenza gli venne offerta più volte una cattedra presso l'Università di Palermo, che egli rifiutò. Dal 1925 visse isolato nel suo castello dopo una pesante perdita al gioco nel circolo nobiliare "Bellini" di Palermo. A frequentare il castello e a partecipare agli esperimenti spiritici, secondo la moda del tempo, c'erano tra gli altri Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l'autore de Il Gattopardo, e i fratelli Piccolo di Calanovella. Il principe dormiva di giorno e vegliava di notte assistito da una norvegese di nome Helga wittrock, che infine sposò. Si rifiutò di fare testamento. "Perché dovrei fare testamento se sono immortale?". Ma la morte colse anche lui. Si racconta che nel letto di morte si mise a contare, quasi per allontanare la morte. Quando arrivò al numero 82 il suo cuore si fermò: 82 come i suoi anni. Dopo aver descritto la vita (reale) del principe mago, di cui qui abbiamo dato solo brevi cenni, l'autrice costruisce la trama del suo romanzo nel genere a lei congeniale: fantasy e giallo thriller. Tutti i personaggi già nominati, cui si aggiunge l'influenza occulta del famoso mago inglese Aleister Crowley, ed altri di fantasia, come il giornalista Luca Conti, la direttrice Selen De Angelis, l'ispettore di polizia Gabriele Bianchi, due ragazzi identici che hanno anche lo stesso nome e cognome... tutti saranno coinvolti in una trama ricca di colpi di scena di cui non sveliamo i particolari che lasciamo volentieri alla scoperta dei lettori.
"Tra realtà e fantasia, tra sacro e profano, tra luce e oscurità " si assiste ad una lotta tra bene e male, tra forze della luce e delle tenebre. Questa lotta passa attraverso il "risveglio" dell'Arcangelo Michele. "Michele, ora svegliati! È tempo che tu e gli altri Arcangeli sconfiggete una volta per tutte gli Angeli caduti, perché essi hanno corrotto la terra...". L'autrice a questo punto descrive (ecco perché tra realtà e fantasia) la Linea Sacra di San Michele Arcangelo lungo la quale sorgono sette Santuari dedicati al principe delle Milizie Celesti. Tramite i Sigilli che toccheranno i sette santuari si riuniranno gli Arcangeli guidati da Michele per la battaglia finale il cui teatro sarà proprio Villa Alliata dove si aprirà il "Varco degli Inferi" che risucchierà le anime degli angeli ribelli. Ma il romanzo non finisce a Villa Alliata perché l'autrice rende omaggio alla sua Pietraperzia. È qui, presso la Salita di San Francesco dove risiedono le 14 cappelle della Via Crucis che si conclude il romanzo con il trionfo dell'amore celestiale. Il libro è impreziosito da alcune poesie e disegni eseguiti dall'autrice, e da altri bravissimi disegnatori.
  • Recensione del maestro Salvatore Marotta.
Ci terrei a precisare che i primi tre episodi del libro trattano il vero, e dunque la reale vita vissuta dal Principe Raniero Alliata noto come Principe Mago.
Successivamente però il ruolo di questo singolare e misterioso personaggio, prende una piega completamente differente perché è stata adattata alla trama del libro.
Lo stesso vale per: Aleister Crowley, Helga Wittrock, Agata Giovanna Piccolo, Casimiro Piccolo, Lucio Carlo Francesco Piccolo, e tutti gli altri personaggi reali o meno che siano.
Detto ciò vi auguro una buona lettura.


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